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Mela68
30-05-2009, 00:12
CASA DOLCE CASA? VALE ANCHE PER I TOPI

Secondo uno studio americano

29 maggio 2009 - Percorrono mille strade e angoli della città, ma alla fine nessun posto è come casa. Perché, come per gli uomini, anche per i topi di città, vale il detto 'casa dolce casa'. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista 'Molecular ecology'.
Anche se i roditori di città girovagano liberamente, molti formano come dei vicinati o quartieri, dove trascorrono la maggior parte della vita. Gli scienziati della Bloomberg School della Johns Hopkins university di Baltimora hanno scoperto che i ratti generalmente stanno vicino casa, raramente si avventurano per più di un isolato, anche se di fronte al pericolo possono viaggiare fino a sette miglia per ripopolare le aree abbandonate.
"Capire come sono connessi i ratti nelle aree urbane dà informazioni su quali popolazioni possono diffondere malattie - spiega Sam Scheiner, direttore della divisione di biologia ambientale della National science foundation, finanziatrice dello studio - Il porto di Baltimora una volta era uno dei maggiori punti di raccolta per i cereali, da cui probabilmente i topi di fogna, che possono trasmettere diverse malattie agli uomini, arrivarono nella città".
Nonostante gli sforzi per eliminarli, il numero di topi a Baltimora è rimasto invariato negli ultimi 50 anni. Per capire perché, i ricercatori ne hanno catturati 300 da 11 aree residenziali della città, e condotto degli studi genetici per vedere come i ratti fossero collegati. Così hanno scoperto che quelli della zona est erano diversi diversi da quelli della zona ovest, da cui erano separati da un canale navigabile. All'interno di questi 'emisferi', le famiglie di ratti hanno creato delle comunità più piccole di circa 11 isolati, ognuna delle quali divisa in quartieri situati in aree poco più grandi di un vicolo. Per il topo di città il vicolo è la casa.
"Il che suggerisce - conclude lo studio - che i topi raramente emigrano, e che gli sforzi per sradicare i loro quartieri possono ritorcersi contro, incoraggiando i roditori a ripopolare altre aree, diffondendo così le malattie".
(ANSA)