Mela68
03-09-2008, 02:57
FRANCIA, SCOPERTO CRANIO MAMMUTH,'E' RARISSIMO'
PARIGI
''Una scoperta scientifica fuori dall'ordinario'': cosi' il paleontologo francese Frederic Lacombat definisce il ritrovamento di un cranio di mammuth fatto da lui e dal collega olandese Dick Mol, specialista di questi grossi mammiferi preistorici, nel sito archeologico di Nolhac, in Auvergne, nel centro della Francia.
Ma anche una scoperta in due tempi: il teschio era stato trovato nel 1986, nel cratere di un vulcano, ma ha dovuto attendere 22 anni prima di essere dissotterato e rivelare la portata effettiva del ritrovamento dei due paleontologi.
La rimozione ne ha permesso infatti l'identificazione, svelando che - contrariamente a quanto i due studiosi avevano creduto in un primo momento - non si tratta di un mammuth ''normale'', come altri ritrovati nella stessa zona, molto ricca di fossili.
I resti in questione sono quelli di un mammuth delle steppe, rarissimo in Europa. ''Ne esiste solo un altro esemplare, in Inghilterra - dice Lacombat - ma e' incompleto e danneggiato''. Al contrario di quello francese, integro e in buone condizioni, il cui studio permettera' di fare luce sull'evoluzione di questi animali.
Il mammuth delle steppe sembra essere ''l'anello di congiunzione'' tra i mammuth meridionali e i mammuth lanosi''. E, secondo i due paleontologi, i resti trovati nell'Auvergne appartengono ''o a un mammuth meridionale molto evoluto o a uno dei primi mammuth lanosi''.
In ogni caso, si tratta di ''un esemplare di transizione''.
Oltre a essere eccezionale, questa scoperta cade a puntino, esattamente due anni prima della conferenza 'Mammuth 2010', che si terra' a Puy-en-Velay, sempre in Auvergne. Una settimana di dibattiti scientifici, con studiosi da tutto il mondo, sui mammuth e ''il resto della famiglia: gli elefanti''.
Il tutto accompagnato da lezioni divulgative aperte al pubblico e da un'esposizione ''spettacolare'' di fossili, tra cui anche il ''mastodonte di Nolhac'': il teschio dovrebbe essere montato su una struttura che riprodurra' il resto dello scheletro.
PARIGI
''Una scoperta scientifica fuori dall'ordinario'': cosi' il paleontologo francese Frederic Lacombat definisce il ritrovamento di un cranio di mammuth fatto da lui e dal collega olandese Dick Mol, specialista di questi grossi mammiferi preistorici, nel sito archeologico di Nolhac, in Auvergne, nel centro della Francia.
Ma anche una scoperta in due tempi: il teschio era stato trovato nel 1986, nel cratere di un vulcano, ma ha dovuto attendere 22 anni prima di essere dissotterato e rivelare la portata effettiva del ritrovamento dei due paleontologi.
La rimozione ne ha permesso infatti l'identificazione, svelando che - contrariamente a quanto i due studiosi avevano creduto in un primo momento - non si tratta di un mammuth ''normale'', come altri ritrovati nella stessa zona, molto ricca di fossili.
I resti in questione sono quelli di un mammuth delle steppe, rarissimo in Europa. ''Ne esiste solo un altro esemplare, in Inghilterra - dice Lacombat - ma e' incompleto e danneggiato''. Al contrario di quello francese, integro e in buone condizioni, il cui studio permettera' di fare luce sull'evoluzione di questi animali.
Il mammuth delle steppe sembra essere ''l'anello di congiunzione'' tra i mammuth meridionali e i mammuth lanosi''. E, secondo i due paleontologi, i resti trovati nell'Auvergne appartengono ''o a un mammuth meridionale molto evoluto o a uno dei primi mammuth lanosi''.
In ogni caso, si tratta di ''un esemplare di transizione''.
Oltre a essere eccezionale, questa scoperta cade a puntino, esattamente due anni prima della conferenza 'Mammuth 2010', che si terra' a Puy-en-Velay, sempre in Auvergne. Una settimana di dibattiti scientifici, con studiosi da tutto il mondo, sui mammuth e ''il resto della famiglia: gli elefanti''.
Il tutto accompagnato da lezioni divulgative aperte al pubblico e da un'esposizione ''spettacolare'' di fossili, tra cui anche il ''mastodonte di Nolhac'': il teschio dovrebbe essere montato su una struttura che riprodurra' il resto dello scheletro.