Mela68
26-06-2008, 15:59
Non uccidete i cani con la Lesmaniosi
"Le dichiarazioni secondo cui la legge prevede l'abbattimento degli animali affetti da leishmaniosi rilasciate dal parassitologo Roberto Romi nel corso di un convegno al Sanit, il forum internazionale della salute che si è svolto a Roma, sono irresponsabili e inutilmente allarmanti, smentite dallo stesso Istituto Superiore di Sanità di cui la città capitolina fa parte". E' quanto si legge in una nota della Lega anti vivisezione (Lav).
Le "Linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità - "Le "Linee guida per il controllo del serbatoio canino della leishmaniosi in Italia", dell'Istituto Superiore di Sanità stabiliscono infatti come il problema debba essere affrontato attraverso la sorveglianza attiva dell'infezione canina nel territorio, la terapia dei soggetti infetti e l'utilizzo di misure antivettoriali per il controllo della trasmissione. Le Linee guida prevedono dunque la terapia e non la soppressione degli animali".
La soppressione solo nel caso di "incurabilità - "Le affermazioni di Roberto Romi rappresentano un'istigazione a delinquere - dichiara Gianluca Felicetti, presidente Lav - l'articolo 2 comma 2 della Legge 281 del 1991 sugli animali d'affezione, infatti, prevede la possibilità di soppressione di cani in canili solamente nel caso di "incurabilità" o in presenza di animali "gravemente malati". Fatti salvi gli articoli 86, 87 e 91 del Dpr 320 del 1954, il Regolamento di Polizia Veterinaria, applicabili solo ai casi di rabbia. E non è questo il caso".
Uccidere un animale è un reato punito con la reclusione - E' utile ricordare inoltre come ai sensi dell'articolo 544 bis del Codice penale, introdotto dalla legge 189/2004, uccidere un animale sia un reato punito con la reclusione da tre a diciotto mesi. La norma non prevede una distinzione tra animale di proprietà o animale altrui, o senza proprietario, né particolari modalità impiegate per causare la morte; viene punita sia l'azione che l'omissione. Ratio della norma è la tutela di qualsiasi animale contro atti di crudeltà o non necessari che ne causino il decesso".
"Le dichiarazioni secondo cui la legge prevede l'abbattimento degli animali affetti da leishmaniosi rilasciate dal parassitologo Roberto Romi nel corso di un convegno al Sanit, il forum internazionale della salute che si è svolto a Roma, sono irresponsabili e inutilmente allarmanti, smentite dallo stesso Istituto Superiore di Sanità di cui la città capitolina fa parte". E' quanto si legge in una nota della Lega anti vivisezione (Lav).
Le "Linee guida dell'Istituto Superiore di Sanità - "Le "Linee guida per il controllo del serbatoio canino della leishmaniosi in Italia", dell'Istituto Superiore di Sanità stabiliscono infatti come il problema debba essere affrontato attraverso la sorveglianza attiva dell'infezione canina nel territorio, la terapia dei soggetti infetti e l'utilizzo di misure antivettoriali per il controllo della trasmissione. Le Linee guida prevedono dunque la terapia e non la soppressione degli animali".
La soppressione solo nel caso di "incurabilità - "Le affermazioni di Roberto Romi rappresentano un'istigazione a delinquere - dichiara Gianluca Felicetti, presidente Lav - l'articolo 2 comma 2 della Legge 281 del 1991 sugli animali d'affezione, infatti, prevede la possibilità di soppressione di cani in canili solamente nel caso di "incurabilità" o in presenza di animali "gravemente malati". Fatti salvi gli articoli 86, 87 e 91 del Dpr 320 del 1954, il Regolamento di Polizia Veterinaria, applicabili solo ai casi di rabbia. E non è questo il caso".
Uccidere un animale è un reato punito con la reclusione - E' utile ricordare inoltre come ai sensi dell'articolo 544 bis del Codice penale, introdotto dalla legge 189/2004, uccidere un animale sia un reato punito con la reclusione da tre a diciotto mesi. La norma non prevede una distinzione tra animale di proprietà o animale altrui, o senza proprietario, né particolari modalità impiegate per causare la morte; viene punita sia l'azione che l'omissione. Ratio della norma è la tutela di qualsiasi animale contro atti di crudeltà o non necessari che ne causino il decesso".