Mela68
05-02-2008, 23:35
Gli animali hanno il diritto ai farmaci contro il dolore
http://animali.tiscali.it/media/foto/animali/08/febbraio/04/cane_309--309x215.jpg
Il trattamento del dolore, negli animali, è stato per anni ampiamente sottovalutato. D'altro canto, anche in campo umano, il nostro paese è tra i minori dispensatori di oppioidi (morfina e simili) per uso terapeutico al mondo, il che è una vergogna, perché il dolore, se non opportunamente curato, può essere devastante, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Anche cani e gatti sentono il dolore - Vecchi e sbagliati concetti, attribuibili al positivismo pseudoscientifico, pretendevano che gli animali, o fossero incapaci di sentire il dolore o ne avessero una percezione assolutamente inferiore rispetto all'uomo. Quella che, in termine tecnico, si chiama "soglia più alta". In realtà, se ancora abbiamo scarse conoscenze sulla percezione dolorifica degli animali "inferiori" (insetti, crostacei, anellidi ecc), sappiamo tuttavia che anche loro hanno centri e cellule deputate alla sensibilità algica, magari disposte in zone non usuali per i mammiferi. Questo però non vuol dire che siano incapaci di "sentire".
Gli animali non hanno la percezione di quando il male possa cessare - A maggior ragione, negli animali evolutivamente molto vicini a noi, quali il cane, il gatto, il cavallo ecc. la soglia al dolore è molto simile alla nostra, anzi, spesso è diminuita (quindi il dolore è percepito maggiormente) dal fatto che, non avendo le nostre possibilità di elaborazione e raziocinio mentale, non ne capiscono l'origine e soprattutto non hanno la percezione di quando possa diminuire o cessare. Se noi abbiamo male a un dente sappiamo che sarà un dolore passeggero: una volta andati dal dentista, o assunti i dovuti farmaci, questo in breve tempo cesserà. Se un gatto ha dei denti cariati e dei nervi scoperti, a parte la difficoltà di farlo capire, avverte un dolore intenso e continuo al quale, in qualche modo, giocoforza si abituerà ma che ne potrà cambiare addirittura il carattere, rendendo un animale, che possedeva un temperamento tranquillo, aggressivo.
L'anestesia durante gli interventi - E' soprattutto durante gli interventi chirurgici he il controllo del dolore assume un'importanza ancora maggiore. La chirurgia implica quasi sempre un dolore profondo, specie se sono interessati certi apparati, come quello muscoloscheletrico, l'occhio o gli organi della cavità addominale. Per quanto, negli ultimi vent'anni in campo veterinario, si siano fatti passi da gigante, ancora oggi troppe strutture operano senza l'ausilio di un esperto di anestesia e analgesia, utilizzando farmaci in grado soltanto di intontire l'animale e farlo stare fermo, in modo che l'operazione possa essere condotta a termine. Questo non ha nulla a che fare con un'anestesia generale vera e propria che contempla, oltre alla perdita di coscienza, l'analgesia e il miorilassamento.
Oppioidi anche per gli amici a 4 zampe - Il trattamento del dolore deve iniziare durante la premedicazione proseguire durante l'intervento vero e proprio e protrarsi nel postoperatorio, se necessita anche per giorni. Oggi i veterinari hanno a disposizione gli stessi oppioidi che si usano in campo umano e, visto che gli animali d'affezione rispondono in modo abbastanza simile, è ingiusto (se non delittuoso) privarli di un simile supporto che renda l'intervento meno traumatico e stressante possibile.
Oscar Grazioli
http://animali.tiscali.it/media/foto/animali/08/febbraio/04/cane_309--309x215.jpg
Il trattamento del dolore, negli animali, è stato per anni ampiamente sottovalutato. D'altro canto, anche in campo umano, il nostro paese è tra i minori dispensatori di oppioidi (morfina e simili) per uso terapeutico al mondo, il che è una vergogna, perché il dolore, se non opportunamente curato, può essere devastante, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Anche cani e gatti sentono il dolore - Vecchi e sbagliati concetti, attribuibili al positivismo pseudoscientifico, pretendevano che gli animali, o fossero incapaci di sentire il dolore o ne avessero una percezione assolutamente inferiore rispetto all'uomo. Quella che, in termine tecnico, si chiama "soglia più alta". In realtà, se ancora abbiamo scarse conoscenze sulla percezione dolorifica degli animali "inferiori" (insetti, crostacei, anellidi ecc), sappiamo tuttavia che anche loro hanno centri e cellule deputate alla sensibilità algica, magari disposte in zone non usuali per i mammiferi. Questo però non vuol dire che siano incapaci di "sentire".
Gli animali non hanno la percezione di quando il male possa cessare - A maggior ragione, negli animali evolutivamente molto vicini a noi, quali il cane, il gatto, il cavallo ecc. la soglia al dolore è molto simile alla nostra, anzi, spesso è diminuita (quindi il dolore è percepito maggiormente) dal fatto che, non avendo le nostre possibilità di elaborazione e raziocinio mentale, non ne capiscono l'origine e soprattutto non hanno la percezione di quando possa diminuire o cessare. Se noi abbiamo male a un dente sappiamo che sarà un dolore passeggero: una volta andati dal dentista, o assunti i dovuti farmaci, questo in breve tempo cesserà. Se un gatto ha dei denti cariati e dei nervi scoperti, a parte la difficoltà di farlo capire, avverte un dolore intenso e continuo al quale, in qualche modo, giocoforza si abituerà ma che ne potrà cambiare addirittura il carattere, rendendo un animale, che possedeva un temperamento tranquillo, aggressivo.
L'anestesia durante gli interventi - E' soprattutto durante gli interventi chirurgici he il controllo del dolore assume un'importanza ancora maggiore. La chirurgia implica quasi sempre un dolore profondo, specie se sono interessati certi apparati, come quello muscoloscheletrico, l'occhio o gli organi della cavità addominale. Per quanto, negli ultimi vent'anni in campo veterinario, si siano fatti passi da gigante, ancora oggi troppe strutture operano senza l'ausilio di un esperto di anestesia e analgesia, utilizzando farmaci in grado soltanto di intontire l'animale e farlo stare fermo, in modo che l'operazione possa essere condotta a termine. Questo non ha nulla a che fare con un'anestesia generale vera e propria che contempla, oltre alla perdita di coscienza, l'analgesia e il miorilassamento.
Oppioidi anche per gli amici a 4 zampe - Il trattamento del dolore deve iniziare durante la premedicazione proseguire durante l'intervento vero e proprio e protrarsi nel postoperatorio, se necessita anche per giorni. Oggi i veterinari hanno a disposizione gli stessi oppioidi che si usano in campo umano e, visto che gli animali d'affezione rispondono in modo abbastanza simile, è ingiusto (se non delittuoso) privarli di un simile supporto che renda l'intervento meno traumatico e stressante possibile.
Oscar Grazioli