RosaRossa
19-09-2007, 08:35
18 settembre 2007 - 'Le affermazioni di Ciarafoni, presidente del Consiglio nazionale di Arcicaccia, che sostengono la popolarita' e la sostenibilita' della caccia, sono quantomeno fantasiose, senza alcun legame con la realta' e per questo demagogiche e faziose'. Con queste parole la LAV, per il tramite di Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica, risponde alle dichiarazioni del presidente dell'Arcicaccia.
'Evidentemente - prosegue - Ciarafoni non e' a conoscenza dell'impopolarita' della caccia che, come emerge dal sondaggio d'opinione ENPA-Eurisko del 2005, viene considerata un'attivita' da abolire immediatamente da piu' del 74% della popolazione italiana. Tutto cio' a fronte di poco piu' dell'1% costituito dagli irriducibili seguaci della doppietta. Considerando questi dati, non si riesce proprio a capire su quali basi oggettive Ciarafoni possa giudicare popolare un passatempo sanguinario come la caccia, per il quale la stragrande maggioranza degli italiani ne vorrebbe la definitiva chiusura.
La LAV, assieme ad altre associazioni animaliste, ha lanciato una petizione popolare a sostegno della Proposta di Legge 1668 che si propone di eliminare il diritto di accesso dei cacciatori nei fondi privati. Solo in Italia esiste una norma che consente ai cacciatori, e solo a loro, di violare la proprieta' privata senza che il legittimo proprietario del fondo li possa allontanare. E' una norma che di fatto annulla il vincolo del rispetto della proprieta' altrui, a favore di un'esigua minoranza armata e quindi pericolosa, della popolazione.
Nel 1990 furono piu' di 18 milioni gli italiani che in un referendum, che non raggiunse il quorum per una manciata di voti, si espressero per l'eliminazione di questo assurdo privilegio anticostituzionale. E' a queste persone che ci rivolgiamo con la petizione che fino alla prossima primavera sara' possibile firmare presso i tavoli organizzati dalla LAV nelle principali citta', e da altre associazioni'.
La LAV, in considerazione dei gravissimi eventi incendiari dell'estate scorsa, aveva chiesto ai Presidenti delle cinque regioni italiane maggiormente colpite, di revocare l'apertura della stagione venatoria: 'una richiesta legittima, prevista dalle norme nazionali e dettata dal buon senso - dichiara Massimo Vitturi - che ci aspettavamo sarebbe stata supportata anche dagli stessi cacciatori. Non perdono occasione per auto-definirsi i primi difensori degli animali e dell'ambiente e in questo caso avrebbero potuto dimostrarlo con i fatti ma, com'era ovvio aspettarsi, non una sola voce si e' levata dal fronte venatorio per richiedere la tutela degli animali selvatici gia' gravemente provati dagli incendi che hanno devastato tutto il centro-sud Italia. Anzi, il Presidente di Federcaccia trascura addirittura l'evidenza, dichiarando che tale richiesta non avrebbe alcuna effettiva motivazione scientifica. Ci preme sottolineare che il nocciolo del problema non sono gli aumentati costi dell'assicurazione obbligatoria per i cacciatori, come apprendiamo da qualche organo di stampa, ma i milioni di animali uccisi per sport'.
'Evidentemente - prosegue - Ciarafoni non e' a conoscenza dell'impopolarita' della caccia che, come emerge dal sondaggio d'opinione ENPA-Eurisko del 2005, viene considerata un'attivita' da abolire immediatamente da piu' del 74% della popolazione italiana. Tutto cio' a fronte di poco piu' dell'1% costituito dagli irriducibili seguaci della doppietta. Considerando questi dati, non si riesce proprio a capire su quali basi oggettive Ciarafoni possa giudicare popolare un passatempo sanguinario come la caccia, per il quale la stragrande maggioranza degli italiani ne vorrebbe la definitiva chiusura.
La LAV, assieme ad altre associazioni animaliste, ha lanciato una petizione popolare a sostegno della Proposta di Legge 1668 che si propone di eliminare il diritto di accesso dei cacciatori nei fondi privati. Solo in Italia esiste una norma che consente ai cacciatori, e solo a loro, di violare la proprieta' privata senza che il legittimo proprietario del fondo li possa allontanare. E' una norma che di fatto annulla il vincolo del rispetto della proprieta' altrui, a favore di un'esigua minoranza armata e quindi pericolosa, della popolazione.
Nel 1990 furono piu' di 18 milioni gli italiani che in un referendum, che non raggiunse il quorum per una manciata di voti, si espressero per l'eliminazione di questo assurdo privilegio anticostituzionale. E' a queste persone che ci rivolgiamo con la petizione che fino alla prossima primavera sara' possibile firmare presso i tavoli organizzati dalla LAV nelle principali citta', e da altre associazioni'.
La LAV, in considerazione dei gravissimi eventi incendiari dell'estate scorsa, aveva chiesto ai Presidenti delle cinque regioni italiane maggiormente colpite, di revocare l'apertura della stagione venatoria: 'una richiesta legittima, prevista dalle norme nazionali e dettata dal buon senso - dichiara Massimo Vitturi - che ci aspettavamo sarebbe stata supportata anche dagli stessi cacciatori. Non perdono occasione per auto-definirsi i primi difensori degli animali e dell'ambiente e in questo caso avrebbero potuto dimostrarlo con i fatti ma, com'era ovvio aspettarsi, non una sola voce si e' levata dal fronte venatorio per richiedere la tutela degli animali selvatici gia' gravemente provati dagli incendi che hanno devastato tutto il centro-sud Italia. Anzi, il Presidente di Federcaccia trascura addirittura l'evidenza, dichiarando che tale richiesta non avrebbe alcuna effettiva motivazione scientifica. Ci preme sottolineare che il nocciolo del problema non sono gli aumentati costi dell'assicurazione obbligatoria per i cacciatori, come apprendiamo da qualche organo di stampa, ma i milioni di animali uccisi per sport'.