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Visualizza versione completa : Anche il cane soffre di cuore


RosaRossa
03-06-2007, 14:02
Le malattie cardiache nel cane rappresentano una delle cause più frequenti di richiesta di intervento in medicina veterinaria dei piccoli animali. L’aumento della prevalenza di tali patologie in questa specie è imputabile ad in un insieme di fattori, alcuni dei quali comuni ad altre condizioni cliniche, rappresentati dall’aumentata aspettativa di vita, dalla maggiore attenzione posta da parte dei proprietari nei confronti dei loro animali, dall’ accresciuta conoscenza delle stesse da parte dei medici veterinari, ed infine dalla possibilità oggi di poter intervenire con terapie farmacologiche e non, in grado non solo di poter garantire una maggior sopravvivenza ed una migliore qualità di vita, ma anche, in certe condizioni, di poter risolvere definitivamente il problema.

Le malattie cardiache possono dividersi in malattie cardiache congenite e malattie cardiache acquisite. In questo primo articolo tratterò brevemente quelle congenite. Nel cane le malattie cardiache congenite più frequenti sono il dotto arterioso pervio, la stenosi aortica e la stenosi polmonare. L’elevata prevalenza che si osserva in particolari razze per alcune di queste malattie, come la stenosi aortica, fanno pensare ad una base ereditaria, tuttavia le modalità di trasmissione e i geni responsabili non sono ancora stati identificati.

Un “soffio” sospetto
Il dotto arterioso pervio consiste nella persistenza dopo la nascita, della pervietà di un piccolo vaso, normalmente presente nella vita fetale, che mette in comunicazione l’arteria aorta con quella polmonare. Questa comunicazione determina un maggiore afflusso di sangue nel ventricolo sinistro e con il tempo può determinare insufficienza cardiaca e morte. Questo difetto è facilmente diagnosticabile con l’auscultazione in quanto caratterizzato da un caratteristico soffio. Esistono diverse possibilità di intervento per questa malattia che vanno dalla chiusura chirurgica del vaso a quella per via non invasiva mediante delle spirali (coils) o altri dispositivi (amplatzer), inseriti nel dotto mediante un catetere introdotto dalla vena giugulare o femorale. La scelta di un approccio rispetto ad un altro è determinata dalla tipologia del dotto e dalla preferenza personale dell’operatore, sebbene vi sia un trend verso una diminuzione delle chiusure chirurgiche ed un aumento di quelle per via mini invasiva. E’ da sottolineare che questo tipo di intervento è risolutivo e la maggior parte degli animali affetti, se la malattia è riconosciuta in tempo, possono considerarsi guariti dopo l’intervento stesso.

Boxer e Terranova a rischio
La stenosi aortica nel cane, nella maggior parte dei casi, è determinata da un cercine fibroso localizzato prima della valvola aortica, ed è per questo che è definita sub valvolare o sub aortica. A seconda dell’importanza del restringimento del vaso i cani che ne sono affetti possono condurre una vita normale (stenosi lievi e moderate) o possono presentare morte improvvisa o scompenso cardiaco (stenosi moderate e gravi). La diagnosi della malattia e la sua gravità sono definite mediante un esame ecocardiografico. Purtroppo, ad oggi non esistono interventi che risolvano la patologia. Infatti, i risultati che sono stati ottenuti in seguito ad intervento chirurgico in alcuni centri di referenza europei ed americani sono piuttosto sconfortanti, in quanto caratterizzati da elevata mortalità o da recidive della stenosi stessa. I soggetti con stenosi moderata e grave sono quindi in genere trattati con la terapia farmacologia, nel tentativo di ridurre il rischio di morte improvvisa e rallentare il decorso della malattia. Poiché la stenosi aortica è una malattia con una forte prevalenza in alcune razze come il Boxer ed il Terranova, negli ultimi anni si è assistito alla nascita di programmi di screening al fine di ottenere una diagnosi precoce e quindi prevedere programmi di selezione che consentano di ridurne la frequenza.

Il palloncino salvacuore
La stenosi polmonare, a differenza di quella aortica, nel cane è nella maggior parte dei casi di tipo valvolare. Essa consiste cioè in una mancata completa separazione dei lembi della valvola polmonare nel corso della vita fetale. Anche in questo casi i cani affetti possono condurre una vita normale o possono andare incontro a scompenso cardiaco a seconda della gravità della stenosi e la diagnosi è posta in seguito ad un esame ecocardiografico. Il fatto che nel cane la stenosi polmonare sia di tipo valvolare, consente di intervenire con una metodica mini invasiva chiamata “valvuloplastica con pallone”. Questa tecnica consiste nell’introdurre attraverso la vena giugulare, un catetere munito di un palloncino fino alla valvola polmonare, dove il palloncino è gonfiato e separa quindi i lembi valvolari fusi. Questa metodica è risolutiva in circa il 90% dei pazienti, mentre alcuni di questi possono richiedere un secondo intervento.

Altre malattie cardiache congenite quali la displasia della tricuspide, il difetto del setto interatriale e quello del setto interventricolare nel cane sono rare, così come le malattie congenite complesse. E’ possibile però che molte malattie gravi o complesse non siano diagnosticate in quanto associate ad una mortalità perinatale elevata.

Angiola
03-06-2007, 18:21
Che tenerezza le malattie degli animali...
Grazie Rosalba 8)