tery
08-03-2007, 10:55
Specie in pericolohttp://www.animalieanimali.it/Images//Img1-37340.jpg UMBRIA, MENO CINGHIALI MA PIU' LUPI E CANI SELVATICI
8 mar 07
Secondo i dati della Regione. 8 marzo 2007 - Si sta assistendo, in Umbria, ad una lieve, ma significativa contrazione dei danni provocati all'agricoltura dai cinghiali, mentre sono sempre piu' frequenti quelli arrecati alla zootecnia da lupi e da cani inselvatichiti.
E' emerso, stamani, nel corso della conferenza stampa di presentazione di un convegno in programma ad Assisi venerdi' e sabato prossimo sul progetto internazionale 'Life Coex' che si propone di migliorare la coesistenza tra grandi carnivori e agricoltura nell'Europa meridionale.
L'aumento della presenza di lupi nel territorio provinciale, effetto di una serie di positivi interventi di riequilibrio e di miglioramento ambientale, porta con se' infatti - e' stato detto - l'aumento di perdite all'interno degli allevamenti di bestiame.
La specie e' ormai presente su tutta la fascia appenninica che attraversa la regione, in Valnerina, e da qualche tempo ha cominciato a fare la sua comparsa anche nella zona settentrionale del Trasimeno.
'Il problema piu' urgente che ci troviamo ad affrontare in Umbria - ha spiegato l'assessore provinciale di Perugia alla programmazione faunistica, Massimo Buconi - e' che il fondo regionale per il risarcimento dei danni non fa distinzione tra le perdite che si verificano nelle produzioni agricole e quelle zootecniche. Sarebbe quanto mai opportuno rivedere la normativa ormai datata, introducendo appunto una distinzione tra i due tipi di danni, al fine di evitare che si inneschi un meccanismo che potrebbe riportare in auge l'atavico conflitto tra agricoltori e cacciatori'.
Contemporaneamente - secondo l'assessore - occorre lavorare sul fronte della prevenzione. Le esperienze gia' condotte a titolo sperimentale, attraverso la donazione ad alcuni allevatori di recinzioni elettrificate e cani da difesa, hanno dimostrato che attraverso accorgimenti neanche troppo sofisticati si possono ottenere ottimi risultati, azzerando praticamente le perdite da predatori.
(ANSA)
8 mar 07
Secondo i dati della Regione. 8 marzo 2007 - Si sta assistendo, in Umbria, ad una lieve, ma significativa contrazione dei danni provocati all'agricoltura dai cinghiali, mentre sono sempre piu' frequenti quelli arrecati alla zootecnia da lupi e da cani inselvatichiti.
E' emerso, stamani, nel corso della conferenza stampa di presentazione di un convegno in programma ad Assisi venerdi' e sabato prossimo sul progetto internazionale 'Life Coex' che si propone di migliorare la coesistenza tra grandi carnivori e agricoltura nell'Europa meridionale.
L'aumento della presenza di lupi nel territorio provinciale, effetto di una serie di positivi interventi di riequilibrio e di miglioramento ambientale, porta con se' infatti - e' stato detto - l'aumento di perdite all'interno degli allevamenti di bestiame.
La specie e' ormai presente su tutta la fascia appenninica che attraversa la regione, in Valnerina, e da qualche tempo ha cominciato a fare la sua comparsa anche nella zona settentrionale del Trasimeno.
'Il problema piu' urgente che ci troviamo ad affrontare in Umbria - ha spiegato l'assessore provinciale di Perugia alla programmazione faunistica, Massimo Buconi - e' che il fondo regionale per il risarcimento dei danni non fa distinzione tra le perdite che si verificano nelle produzioni agricole e quelle zootecniche. Sarebbe quanto mai opportuno rivedere la normativa ormai datata, introducendo appunto una distinzione tra i due tipi di danni, al fine di evitare che si inneschi un meccanismo che potrebbe riportare in auge l'atavico conflitto tra agricoltori e cacciatori'.
Contemporaneamente - secondo l'assessore - occorre lavorare sul fronte della prevenzione. Le esperienze gia' condotte a titolo sperimentale, attraverso la donazione ad alcuni allevatori di recinzioni elettrificate e cani da difesa, hanno dimostrato che attraverso accorgimenti neanche troppo sofisticati si possono ottenere ottimi risultati, azzerando praticamente le perdite da predatori.
(ANSA)