tery
06-03-2007, 15:55
http://www.animalieanimali.it/Images//Img1-37309.jpg UN TERZO DEGLI SQUALI E' A RISCHIO DI ESTINZIONE
Appello dell'Unione internazionale per la conservazione della natura all'Unione Europea. 6 marzo 2007 - Un terzo degli squali e delle razze europee e' a rischio di estinzione. A lanciare l'allarme e' l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) secondo cui la pesca indiscriminata e' la causa principale di questo sterminio. La responsabilita' ricade sull Europa dove la caccia agli squali e' aumentata in modo esponenziale. Tra il 1990 e il 2003 le catture globali di squali sono aumentate del 22%, di cui l 80% e' imputabile a 20 paesi fra cui Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia. L'Italia e' il paese europeo con le maggiori catture in Mediterraneo, seguito da Grecia e Spagna.
'Gli squali crescono lentamente, cominciano a riprodursi molto in la' con gli anni e generano pochi piccoli spiegano dalla IUCN - e per questo sono particolarmente vulnerabili alla pesca intensiva e per questo rischiano oggi la decimazione".
Circa cento milioni fra squali e razze vengono catturati ogni anno in tutti gli oceani del mondo, sia intenzionalmente (a volte solo per le loro pinne) che accidentalmente nella pesca diretta ad altre specie. L'invito delle associazioni ambientaliste fa seguito alla lettera aperta inviata dalla Shark Alliance, una coalizione di 27 organizzazioni non governative, al Commissario europeo Borg, nella quale si sottolinea che "la Commissione Europea deve offrire il buon esempio ed esercitare la sua leadership incoraggiando altri paesi a tutelare gli squali su base nazionale e regionale'.
Nella UE vi e' un notevole consumo e commercio di carne di squalo, soprattutto spinaroli, palombi, gattucci, mako, smeriglio e razze. Nel 2004 l Europa ha importato piu' di 26 mila tonnellate di carne di squalo, che rappresentano circa il 30% delle importazioni mondiali di questo prodotto. Nel 2003 l Italia e' diventata la quinta nazione al mondo per importazione di carne e prodotti di squali, dietro a Spagna, Corea del Sud, Cina e Messico.
(ANSA
Appello dell'Unione internazionale per la conservazione della natura all'Unione Europea. 6 marzo 2007 - Un terzo degli squali e delle razze europee e' a rischio di estinzione. A lanciare l'allarme e' l'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) secondo cui la pesca indiscriminata e' la causa principale di questo sterminio. La responsabilita' ricade sull Europa dove la caccia agli squali e' aumentata in modo esponenziale. Tra il 1990 e il 2003 le catture globali di squali sono aumentate del 22%, di cui l 80% e' imputabile a 20 paesi fra cui Spagna, Portogallo, Regno Unito e Francia. L'Italia e' il paese europeo con le maggiori catture in Mediterraneo, seguito da Grecia e Spagna.
'Gli squali crescono lentamente, cominciano a riprodursi molto in la' con gli anni e generano pochi piccoli spiegano dalla IUCN - e per questo sono particolarmente vulnerabili alla pesca intensiva e per questo rischiano oggi la decimazione".
Circa cento milioni fra squali e razze vengono catturati ogni anno in tutti gli oceani del mondo, sia intenzionalmente (a volte solo per le loro pinne) che accidentalmente nella pesca diretta ad altre specie. L'invito delle associazioni ambientaliste fa seguito alla lettera aperta inviata dalla Shark Alliance, una coalizione di 27 organizzazioni non governative, al Commissario europeo Borg, nella quale si sottolinea che "la Commissione Europea deve offrire il buon esempio ed esercitare la sua leadership incoraggiando altri paesi a tutelare gli squali su base nazionale e regionale'.
Nella UE vi e' un notevole consumo e commercio di carne di squalo, soprattutto spinaroli, palombi, gattucci, mako, smeriglio e razze. Nel 2004 l Europa ha importato piu' di 26 mila tonnellate di carne di squalo, che rappresentano circa il 30% delle importazioni mondiali di questo prodotto. Nel 2003 l Italia e' diventata la quinta nazione al mondo per importazione di carne e prodotti di squali, dietro a Spagna, Corea del Sud, Cina e Messico.
(ANSA