tery
28-02-2007, 10:29
Specie in pericolohttp://www.animalieanimali.it/Images//Img1-37233.jpg IL GRANDE GIPETO TORNA SULLE ALPI SVIZZERE E NIDIFICA
27 feb 07
Nei Grigioni e nel Vallese. 27 febbraio 2007 - Torna a riprodursi sulle Alpi svizzere il gipeto, il piu' grande rapace d'Europa, un avvoltoio che puo' raggiungere un'apertura alare di 2,70 metri. Due coppie di gipeto, o avvoltoio degli agnelli, si stanno riproducendo in Svizzera ad oltre un secolo dallo sterminio della specie. Una covata e' stata localizzata nei Grigioni (la mamma, Raetia, era stata rilasciata nel parco nazionale dello Stelvio, in Alto Adige), l'altra nel canton Vallese. La nascita dei pulcini e' attesa verso la fine di aprile, ma le giovani coppie perdono spesso la prima nidiata. Lo hanno riferito oggi la Rete gipeto barbuto della Svizzera occidentale e la Fondazione Pro gipeto barbuto.
Il periodo di incubazione e' infatti molto delicato, spiega il biologo Raphael Arlettaz, responsabile della Rete gipeto barbuto della Svizzera occidentale ed esperto di Biologia della conservazione all'istituto di Zoologia dell'universita' di Berna. I genitori devono covare a turno le uova per 54 giorni mantenendole ad una temperatura di 38 gradi a 2000 metri di quota. Se gli immensi volatili vengono disturbati, ad esempio dal volo di elicotteri o aeroplani, possono abbandonare il nido.
Il Gypaetus barbatus, con un'apertura alare che puo' raggiungere i due metri e settanta, e' il piu' grande rapace europeo e puo' vivere fino a 45 anni. Nonostante l'antico nome popolare di «avvoltoio degli agnelli», si nutre essenzialmente di carogne e rifiuti. E' specializzato nel mangiare il midollo, che raggiunge facendo cadere le ossa sulle rocce da grande altezza, per frantumarle. La specie, riconoscibile per il lungo becco adunco e la potente coda di sagoma ovoidale, si e' estinta sull'arco alpino verso la fine del diciottesimo secolo, uccisa da schioppettate e da bocconi avvelenati.
Attorno al 1880 risale l'ultima testimonianza della sua riproduzione in Svizzera, proprio nei cantoni Vallese e Grigioni, dove ora si e' in attesa delle nidiate. Nell'ambito del programma internazionale di reintroduzione, fra il 1986 e il 2006, 144 gipeti barbuti nati in cattivita' sono stati liberati in quattro diversi siti alpini: nei monti Tauri austriaci, nel parco nazionale svizzero, in Alta Savoia e nelle Alpi marittime. La prima riproduzione in natura e' stata osservata nel 1997 nelle Alpi francesi. Proprio quell'anno, ha fatto cronaca anche la notizia di un bracconiere che ne ha abbattuto uno in Vallese. L'uomo e' stato condannato a dieci giorni di prigione con la condizionale e a versare un indenizzo di 20mila franchi. Oggi nove coppie riproduttive e circa una quindicina di coppie territoriali sono presenti sulle Alpi. Finora da sei coppie sono nati in natura un totale di trentatre' gipeti barbuti, che portano ad una stima degli effettivi fra 100 e 150 unita'. Nel frattempo diverse coppie dei grandi volatili si sono insediate in Svizzera, ma si sono date alla cova per la prima volta solo quest'inverno.
La prolifica coppia vallesana scoperta ora si e' installata nella valle di Derborence, nella bandita nazionale di caccia Haut de Cry. La mamma, Gildo, era stata liberata nel parco nazionale svizzero nel 1998, il papa' Aisone nel parco nazionale francese del Mercantour lo stesso anno. Il duo grigionese si e' piazzato sul passo del Forno, tra la Valle Monastero e il parco nazionale, non lontano dal confine con l'Italia. Ratia era stata messa in liberta' nel 2000 in Val Martello, nel parco nazionale italiano dello Stelvio, nella parte occidentale della provincia di Bolzano. Suo 'marito' e' figlio dalla coppia Livigno.
(Red-Tog/Col/Adnkronos)
27 feb 07
Nei Grigioni e nel Vallese. 27 febbraio 2007 - Torna a riprodursi sulle Alpi svizzere il gipeto, il piu' grande rapace d'Europa, un avvoltoio che puo' raggiungere un'apertura alare di 2,70 metri. Due coppie di gipeto, o avvoltoio degli agnelli, si stanno riproducendo in Svizzera ad oltre un secolo dallo sterminio della specie. Una covata e' stata localizzata nei Grigioni (la mamma, Raetia, era stata rilasciata nel parco nazionale dello Stelvio, in Alto Adige), l'altra nel canton Vallese. La nascita dei pulcini e' attesa verso la fine di aprile, ma le giovani coppie perdono spesso la prima nidiata. Lo hanno riferito oggi la Rete gipeto barbuto della Svizzera occidentale e la Fondazione Pro gipeto barbuto.
Il periodo di incubazione e' infatti molto delicato, spiega il biologo Raphael Arlettaz, responsabile della Rete gipeto barbuto della Svizzera occidentale ed esperto di Biologia della conservazione all'istituto di Zoologia dell'universita' di Berna. I genitori devono covare a turno le uova per 54 giorni mantenendole ad una temperatura di 38 gradi a 2000 metri di quota. Se gli immensi volatili vengono disturbati, ad esempio dal volo di elicotteri o aeroplani, possono abbandonare il nido.
Il Gypaetus barbatus, con un'apertura alare che puo' raggiungere i due metri e settanta, e' il piu' grande rapace europeo e puo' vivere fino a 45 anni. Nonostante l'antico nome popolare di «avvoltoio degli agnelli», si nutre essenzialmente di carogne e rifiuti. E' specializzato nel mangiare il midollo, che raggiunge facendo cadere le ossa sulle rocce da grande altezza, per frantumarle. La specie, riconoscibile per il lungo becco adunco e la potente coda di sagoma ovoidale, si e' estinta sull'arco alpino verso la fine del diciottesimo secolo, uccisa da schioppettate e da bocconi avvelenati.
Attorno al 1880 risale l'ultima testimonianza della sua riproduzione in Svizzera, proprio nei cantoni Vallese e Grigioni, dove ora si e' in attesa delle nidiate. Nell'ambito del programma internazionale di reintroduzione, fra il 1986 e il 2006, 144 gipeti barbuti nati in cattivita' sono stati liberati in quattro diversi siti alpini: nei monti Tauri austriaci, nel parco nazionale svizzero, in Alta Savoia e nelle Alpi marittime. La prima riproduzione in natura e' stata osservata nel 1997 nelle Alpi francesi. Proprio quell'anno, ha fatto cronaca anche la notizia di un bracconiere che ne ha abbattuto uno in Vallese. L'uomo e' stato condannato a dieci giorni di prigione con la condizionale e a versare un indenizzo di 20mila franchi. Oggi nove coppie riproduttive e circa una quindicina di coppie territoriali sono presenti sulle Alpi. Finora da sei coppie sono nati in natura un totale di trentatre' gipeti barbuti, che portano ad una stima degli effettivi fra 100 e 150 unita'. Nel frattempo diverse coppie dei grandi volatili si sono insediate in Svizzera, ma si sono date alla cova per la prima volta solo quest'inverno.
La prolifica coppia vallesana scoperta ora si e' installata nella valle di Derborence, nella bandita nazionale di caccia Haut de Cry. La mamma, Gildo, era stata liberata nel parco nazionale svizzero nel 1998, il papa' Aisone nel parco nazionale francese del Mercantour lo stesso anno. Il duo grigionese si e' piazzato sul passo del Forno, tra la Valle Monastero e il parco nazionale, non lontano dal confine con l'Italia. Ratia era stata messa in liberta' nel 2000 in Val Martello, nel parco nazionale italiano dello Stelvio, nella parte occidentale della provincia di Bolzano. Suo 'marito' e' figlio dalla coppia Livigno.
(Red-Tog/Col/Adnkronos)