tery
21-01-2007, 10:21
http://www.animalieanimali.it/Images//Img1-36751.jpg ALLARME ESTINZIONE, ANCHE GLI SQUALI NELLE RETI
Wwf e Shark ALliance chiedono un Piano per tutelare la specie. 20 gennaio 2007 - Gli squali nella rete. A chiedere al Governo italiano un piano d'azione per salvare questi animali dalla cattura sono gli ambientalisti del Wwf e della coalizione Shark Alliance. 'Da specie accessoria, catturata per caso, gli squali sono diventati una specie bersaglio - spiega Massimiliano Rocco del Wwf Italia - e si registra un crollo a livello mondiale e nel Mediterraneo, come avviene per il tonno rosso e il pesce spada'. La zuppa di pinne di pescecane insomma e' un piatto che fa gola, specie per il redditizio mercato mondiale. Ma non solo, il mercato italiano ama molto anche il palombo.
'Circa un terzo delle specie di squali europei e' minacciato - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e l'Italia e' un importatore mercato e il primo per la pesca nel Mediterraneo.
Quello che noi chiediamo e' che invece diventi leader nella Ue per un piano di gestione, soprattutto in occasione della prossima riunione della Commissione della pesca dell'Onu che si riunira' a Roma alla Fao, che si terra' a marzo'.
Nel 2004 in Italia le catture rilevate sono state di 1.061 tonnellate ed e' quindi il paese europeo con maggiore attivita' di pesca di squali e razze in Mediterraneo, seguito da Turchia (1.018 tonnellate), Grecia (911 tonnellate) e Spagna (837 tonnellate). Nel Mediterraneo gli squali vengono catturati accidentalmente con le reti a strascico, con i palangari e con le reti derivanti illegali, tuttora largamente usate nonostante il bando decretato dall'Ue e dal Consiglio generale sulla pesca per il Mediterraneo: fra il 2005 e il 2006 la Guardia Costiera italiana ha sequestrato 1400 km di reti derivanti (spadare).
L'Italia e' il quinto Paese importatore,e gli ambientalisti cercano di capire esattamente quanto si pesca, si importa e poi dove vada a finire la merce. Qualcosa si sta gia' muovendo: 'Ieri abbiamo organizzato un incontro tra esperti e ricercatori con i rappresentanti dei ministeri dell'Ambiente e delle Politiche agricole - riferisce Rosalba Giugni di Marevivo - L'intento e' quello di creare un tavolo di lavoro, coinvolgendo anche i parlamentari'.
Sono 84 le specie di squali e razze segnalate attualmente nel bacino del Mediterraneo, ma mancano monitoraggi approfonditi.
Per ovviare al problema dell'eccessivo sfruttamento la Germania si e' oggi fatta promotrice di due proposte di inclusione nella convenzione Cites di due specie di squali come lo smeriglio (Lamna nasus) e lo spinarolo (Squalus acanthias). 'L'Italia dovra' sostenere questa posizione nella prossima conferenza della convenzione Cites - spiega Massimiliano Rocco del Wwf - e nei prossimi mesi chiediamo al governo italiano di realizzare una seria politica di gestione delle risorse marine, per gli squali, il tonno rosso e per le altre specie oggi eccessivamente sfruttate. Ci aspettiamo, quindi, un impegno per promuovere a livello europeo un piano di gestione per la pesca degli squali, il rafforzamento del regolamento Ue sul finning, cioe' la pratica di prelevare le pinne, e interventi efficaci da parte dei dicasteri Agricoltura ed Ambiente'.
Wwf e Shark ALliance chiedono un Piano per tutelare la specie. 20 gennaio 2007 - Gli squali nella rete. A chiedere al Governo italiano un piano d'azione per salvare questi animali dalla cattura sono gli ambientalisti del Wwf e della coalizione Shark Alliance. 'Da specie accessoria, catturata per caso, gli squali sono diventati una specie bersaglio - spiega Massimiliano Rocco del Wwf Italia - e si registra un crollo a livello mondiale e nel Mediterraneo, come avviene per il tonno rosso e il pesce spada'. La zuppa di pinne di pescecane insomma e' un piatto che fa gola, specie per il redditizio mercato mondiale. Ma non solo, il mercato italiano ama molto anche il palombo.
'Circa un terzo delle specie di squali europei e' minacciato - afferma Sonja Fordham di Shark Alliance - e l'Italia e' un importatore mercato e il primo per la pesca nel Mediterraneo.
Quello che noi chiediamo e' che invece diventi leader nella Ue per un piano di gestione, soprattutto in occasione della prossima riunione della Commissione della pesca dell'Onu che si riunira' a Roma alla Fao, che si terra' a marzo'.
Nel 2004 in Italia le catture rilevate sono state di 1.061 tonnellate ed e' quindi il paese europeo con maggiore attivita' di pesca di squali e razze in Mediterraneo, seguito da Turchia (1.018 tonnellate), Grecia (911 tonnellate) e Spagna (837 tonnellate). Nel Mediterraneo gli squali vengono catturati accidentalmente con le reti a strascico, con i palangari e con le reti derivanti illegali, tuttora largamente usate nonostante il bando decretato dall'Ue e dal Consiglio generale sulla pesca per il Mediterraneo: fra il 2005 e il 2006 la Guardia Costiera italiana ha sequestrato 1400 km di reti derivanti (spadare).
L'Italia e' il quinto Paese importatore,e gli ambientalisti cercano di capire esattamente quanto si pesca, si importa e poi dove vada a finire la merce. Qualcosa si sta gia' muovendo: 'Ieri abbiamo organizzato un incontro tra esperti e ricercatori con i rappresentanti dei ministeri dell'Ambiente e delle Politiche agricole - riferisce Rosalba Giugni di Marevivo - L'intento e' quello di creare un tavolo di lavoro, coinvolgendo anche i parlamentari'.
Sono 84 le specie di squali e razze segnalate attualmente nel bacino del Mediterraneo, ma mancano monitoraggi approfonditi.
Per ovviare al problema dell'eccessivo sfruttamento la Germania si e' oggi fatta promotrice di due proposte di inclusione nella convenzione Cites di due specie di squali come lo smeriglio (Lamna nasus) e lo spinarolo (Squalus acanthias). 'L'Italia dovra' sostenere questa posizione nella prossima conferenza della convenzione Cites - spiega Massimiliano Rocco del Wwf - e nei prossimi mesi chiediamo al governo italiano di realizzare una seria politica di gestione delle risorse marine, per gli squali, il tonno rosso e per le altre specie oggi eccessivamente sfruttate. Ci aspettiamo, quindi, un impegno per promuovere a livello europeo un piano di gestione per la pesca degli squali, il rafforzamento del regolamento Ue sul finning, cioe' la pratica di prelevare le pinne, e interventi efficaci da parte dei dicasteri Agricoltura ed Ambiente'.