CarlaMag
11-08-2006, 23:18
<span style='color:purple'>LA ZANZARA TIGRE attualmente è innocua
Venuta dall’Oriente è ormai comune anche da noi e, nonostante la campagna terroristica, la Zanzara Tigre, nel nostro clima, non provoca malattie.
Il vero pericolo è invece rappresentato dall’uso dei prodotti chimici che molte Amministrazioni pubbliche e private hanno l’abitudine di fare irrorare su strade, case, giardini, orti, pensando di liberarsi del problema.
L’inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta conseguenze a breve, medio e lungo termine
Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che questo tipo di sostanze nuoce sia al corretto funzionamento di tutti gli organismi animali e vegetali, con danni alla salute ed impoverimento di flora e fauna, sia al sistema di difesa di cui l’organismo umano è dotato.
Dette sostanze sono, tra l’altro, in grado di inibire la preziosa azione di alcuni enzimi contro il pericolo di stress ossidativo, considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld - Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di cancro).
I prodotti chimici, inoltre, non eliminano le zanzare, ma le rafforzano e le rendono sempre più aggressive. Per difendersi dalle punture è dunque opportuno usare metodi naturali e atossici.
Alcuni Ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
in seguito alle numerose richieste loro pervenute per l’interesse suscitato dal
Convegno: “ZANZARE - DISINFESTAZIONI – INFORMAZIONE”
hanno deciso di informare sui modi meno tossici e più equilibrati, per difendersi dalle zanzare, riferendo sia ciò che emerge dalla Ricerca Scientifica, sia raccogliendo Notizie, Dati, Pareri, Testimonianze e valutando le diverse Metodologie con i relativi effetti e conseguenze, nel sito: www.infozanzare.info
La lotta sperimentata come realmente efficace, senza effetti collaterali e consigliata dagli esperti è quella larvicida che, eliminando le larve depositate dalle zanzare nelle acque stagnanti, ne impedisce la riproduzione. Risulta invece quasi inutile l’uso di nebulizzazioni di insetticidi chimici per gli individui adulti, ormai resistenti a tali trattamenti. Tra i vari metodi biologici, c’è l’impiego de’
“LA GAMBUSIA AFFINIS” il “PESCIOLINO delle ZANZARE”
Estremamente utile e fondamentale per la distruzione delle larve di zanzara si è dimostrato un pesciolino importato dall’America, la GAMBUSIA AFFINIS che, a suo tempo, ha aiutato a combattere con successo la malaria. Si consiglia a chiunque ne abbia la possibilità, di metterlo in piccoli stagni, vasche o acquari cioè, in spazi circoscritti. Tale impiego risulterà estremamente efficace per contribuire alla lotta ad ogni tipo di zanzara (come è stato fatto nel Parco di Ninfa in provincia di Latina):
Un'estate finalmente libera da zanzare e veleni?
Basta una coppia di Gambusie, pesciolini facilmente
allevabili in poca acqua stagnante.
A Ninfa, la città medioevale in provincia di Latina, trasformata dai conti Caetani in splendidi giardini, la scorsa estate, malgrado il caldo equatoriale, hanno potuto dormire con le finestre aperte e senza zanzariere. Eppure l'Italia era invasa dalle zanzare, anche da quelle di più recente "importazione" come la zanzara Tigre, come era dunque possibile che Ninfa ne fosse esclusa? Semplicemente perché il sovrintendente e curatore del parco, Lauro Marchetti, aveva immesso nelle acque stagnanti, le Gambusie, piccoli pesci di circa 2, 3 cm. originari dell'America, già importati in Europa negli anni '20 per la lotta all'Anofele (della quale hanno contribuito alla distruzione), voracissimi di larve, soprattutto di zanzara:
“Le notti d'estate, nelle campagne, sono autentiche poesie con i canti dei grilli, le raganella, gli assioli, i gufi. Ma è sufficiente che qualcuno si lamenti di aver visto topi o qualche ratto che inizia immediatamente la derattizzazione con uso di topicidi potentissimi, oppure le zanzare sono troppe e allora veleni nebulizzati sparsi ovunque. Risultato? La morte dell'ecosistema, la vita se ne va con tutto il patrimonio della biodiversità e noi siamo più "poveri" di natura e scontenti.
Grandi predatori e controllori degli insetti parassiti delle piante sono proprio altri insetti più grandi o poi gli uccelli insettivori.
Spesso abitiamo case in campagna e abbiamo un giardino, o anche in un bosco e cosa sono questi ambienti senza i canti degli usignoli, capinere, verzellini, picchi, cardellini, i colori delle farfalle e i voli delle libellule. Ma poi ci danno fastidio le zanzare e allora si chiama la ditta specializzata per irrorare di veleni quel territorio fino ad allora pieno di vita. Muoiono le zanzare, ma certo non tutte e torneranno vigorose in brevissimo tempo. Ma muoiono gli uccelli e le altre creature i cui tempi di recupero sono molto più lunghi, anche di anni, oppure alcuni di loro spariranno per sempre da quel luogo che pensavamo di amare.
Vale la pena tutto questo accanimento per eliminare un problema, quando poi se ne creano molti altri dandoci più debolezza verso l'ambiente e verso noi stessi?
Dove è possibile bisognerebbe creare delle aree con stagni. Sono i luoghi più ricchi in assoluto di diversità di vita e sono bellissimi. Tutti dovrebbero averne uno se ci sono le condizioni, per il meraviglioso effetto estetico e il significato naturalistico. Fioriture di ninfee, iris acquatici e tantissime altre danno un tono di qualità in tutti i giardini grandi o piccoli. L'acqua non è necessario che sia corrente, ma anche stagnate e piccole piantine ossigenanti provvederanno a mantenerla pulita e trasparente. Ed ecco la trappola per le zanzare. Loro saranno inevitabilmente attratte da quella opportunità ideale per la riproduzione e le loro larve hanno modo di svilupparsi. Secondo una nostra esperienza con l'immissione di un piccolo pesciolino, la Gambusia (cm. 2), abbiamo ridotto di oltre due terzi l'insetto a condizione che il branco di pesciolini, ad alta capacità riproduttiva, siano lasciati soli nello stagno in assenza di altri pesci predatori. E' vero anche che mangiano uova di anfibi e quindi va usato con un pò di cautela e in ambiente circoscritto. Va ribadito a difesa degli stagni o laghetti, che un ambiente umido è di gran lunga più sano e sicuro di tante zone periferiche delle nostre città dove il degrado ambientale favorisce il pullulare di insetti molesti e nocivi dove trovano ambiente ideale in pozzanghere del suolo dissestato, nei tombini, nei sottovasi, nei copertoni d'auto accatastati esposti alla pioggia.
Dovremmo guardare a madre natura come genitrice e come amica e se qualche volta prendiamo qualche schiaffo, tipo le punture delle zanzare, non demonizziamola, ci sono modi e maniere per convivere e continuare a sentire il vero sapore della vita”.
Lauro Marchetti
Sovrintendente dei Giardini di Ninfa (uno dei quattro giardini più belli del mondo)</span>
http://www.zenschool.it/images/ninfee.jpghttp://www.mondointasca.org/restricted/uploads/mondoverde/naturaprotetta/193_foto3.jpghttp://www.triveneto.it/gazzo/Img/Ninfee.jpg
Venuta dall’Oriente è ormai comune anche da noi e, nonostante la campagna terroristica, la Zanzara Tigre, nel nostro clima, non provoca malattie.
Il vero pericolo è invece rappresentato dall’uso dei prodotti chimici che molte Amministrazioni pubbliche e private hanno l’abitudine di fare irrorare su strade, case, giardini, orti, pensando di liberarsi del problema.
L’inquinamento da insetticidi nebulizzati o sparsi nell’ambiente, non è ancora stato tenuto nella giusta considerazione e porta conseguenze a breve, medio e lungo termine
Recenti ricerche in campo chimico, biochimico e medico, hanno dimostrato che questo tipo di sostanze nuoce sia al corretto funzionamento di tutti gli organismi animali e vegetali, con danni alla salute ed impoverimento di flora e fauna, sia al sistema di difesa di cui l’organismo umano è dotato.
Dette sostanze sono, tra l’altro, in grado di inibire la preziosa azione di alcuni enzimi contro il pericolo di stress ossidativo, considerato origine e concausa di molte gravi malattie (Alzheimer, Parkinson, Creuzfeld - Jacob, diabete 2, sclerosi a placche, alcune forme di cancro).
I prodotti chimici, inoltre, non eliminano le zanzare, ma le rafforzano e le rendono sempre più aggressive. Per difendersi dalle punture è dunque opportuno usare metodi naturali e atossici.
Alcuni Ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
in seguito alle numerose richieste loro pervenute per l’interesse suscitato dal
Convegno: “ZANZARE - DISINFESTAZIONI – INFORMAZIONE”
hanno deciso di informare sui modi meno tossici e più equilibrati, per difendersi dalle zanzare, riferendo sia ciò che emerge dalla Ricerca Scientifica, sia raccogliendo Notizie, Dati, Pareri, Testimonianze e valutando le diverse Metodologie con i relativi effetti e conseguenze, nel sito: www.infozanzare.info
La lotta sperimentata come realmente efficace, senza effetti collaterali e consigliata dagli esperti è quella larvicida che, eliminando le larve depositate dalle zanzare nelle acque stagnanti, ne impedisce la riproduzione. Risulta invece quasi inutile l’uso di nebulizzazioni di insetticidi chimici per gli individui adulti, ormai resistenti a tali trattamenti. Tra i vari metodi biologici, c’è l’impiego de’
“LA GAMBUSIA AFFINIS” il “PESCIOLINO delle ZANZARE”
Estremamente utile e fondamentale per la distruzione delle larve di zanzara si è dimostrato un pesciolino importato dall’America, la GAMBUSIA AFFINIS che, a suo tempo, ha aiutato a combattere con successo la malaria. Si consiglia a chiunque ne abbia la possibilità, di metterlo in piccoli stagni, vasche o acquari cioè, in spazi circoscritti. Tale impiego risulterà estremamente efficace per contribuire alla lotta ad ogni tipo di zanzara (come è stato fatto nel Parco di Ninfa in provincia di Latina):
Un'estate finalmente libera da zanzare e veleni?
Basta una coppia di Gambusie, pesciolini facilmente
allevabili in poca acqua stagnante.
A Ninfa, la città medioevale in provincia di Latina, trasformata dai conti Caetani in splendidi giardini, la scorsa estate, malgrado il caldo equatoriale, hanno potuto dormire con le finestre aperte e senza zanzariere. Eppure l'Italia era invasa dalle zanzare, anche da quelle di più recente "importazione" come la zanzara Tigre, come era dunque possibile che Ninfa ne fosse esclusa? Semplicemente perché il sovrintendente e curatore del parco, Lauro Marchetti, aveva immesso nelle acque stagnanti, le Gambusie, piccoli pesci di circa 2, 3 cm. originari dell'America, già importati in Europa negli anni '20 per la lotta all'Anofele (della quale hanno contribuito alla distruzione), voracissimi di larve, soprattutto di zanzara:
“Le notti d'estate, nelle campagne, sono autentiche poesie con i canti dei grilli, le raganella, gli assioli, i gufi. Ma è sufficiente che qualcuno si lamenti di aver visto topi o qualche ratto che inizia immediatamente la derattizzazione con uso di topicidi potentissimi, oppure le zanzare sono troppe e allora veleni nebulizzati sparsi ovunque. Risultato? La morte dell'ecosistema, la vita se ne va con tutto il patrimonio della biodiversità e noi siamo più "poveri" di natura e scontenti.
Grandi predatori e controllori degli insetti parassiti delle piante sono proprio altri insetti più grandi o poi gli uccelli insettivori.
Spesso abitiamo case in campagna e abbiamo un giardino, o anche in un bosco e cosa sono questi ambienti senza i canti degli usignoli, capinere, verzellini, picchi, cardellini, i colori delle farfalle e i voli delle libellule. Ma poi ci danno fastidio le zanzare e allora si chiama la ditta specializzata per irrorare di veleni quel territorio fino ad allora pieno di vita. Muoiono le zanzare, ma certo non tutte e torneranno vigorose in brevissimo tempo. Ma muoiono gli uccelli e le altre creature i cui tempi di recupero sono molto più lunghi, anche di anni, oppure alcuni di loro spariranno per sempre da quel luogo che pensavamo di amare.
Vale la pena tutto questo accanimento per eliminare un problema, quando poi se ne creano molti altri dandoci più debolezza verso l'ambiente e verso noi stessi?
Dove è possibile bisognerebbe creare delle aree con stagni. Sono i luoghi più ricchi in assoluto di diversità di vita e sono bellissimi. Tutti dovrebbero averne uno se ci sono le condizioni, per il meraviglioso effetto estetico e il significato naturalistico. Fioriture di ninfee, iris acquatici e tantissime altre danno un tono di qualità in tutti i giardini grandi o piccoli. L'acqua non è necessario che sia corrente, ma anche stagnate e piccole piantine ossigenanti provvederanno a mantenerla pulita e trasparente. Ed ecco la trappola per le zanzare. Loro saranno inevitabilmente attratte da quella opportunità ideale per la riproduzione e le loro larve hanno modo di svilupparsi. Secondo una nostra esperienza con l'immissione di un piccolo pesciolino, la Gambusia (cm. 2), abbiamo ridotto di oltre due terzi l'insetto a condizione che il branco di pesciolini, ad alta capacità riproduttiva, siano lasciati soli nello stagno in assenza di altri pesci predatori. E' vero anche che mangiano uova di anfibi e quindi va usato con un pò di cautela e in ambiente circoscritto. Va ribadito a difesa degli stagni o laghetti, che un ambiente umido è di gran lunga più sano e sicuro di tante zone periferiche delle nostre città dove il degrado ambientale favorisce il pullulare di insetti molesti e nocivi dove trovano ambiente ideale in pozzanghere del suolo dissestato, nei tombini, nei sottovasi, nei copertoni d'auto accatastati esposti alla pioggia.
Dovremmo guardare a madre natura come genitrice e come amica e se qualche volta prendiamo qualche schiaffo, tipo le punture delle zanzare, non demonizziamola, ci sono modi e maniere per convivere e continuare a sentire il vero sapore della vita”.
Lauro Marchetti
Sovrintendente dei Giardini di Ninfa (uno dei quattro giardini più belli del mondo)</span>
http://www.zenschool.it/images/ninfee.jpghttp://www.mondointasca.org/restricted/uploads/mondoverde/naturaprotetta/193_foto3.jpghttp://www.triveneto.it/gazzo/Img/Ninfee.jpg